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mercoled, 29 marzo 2017 - 09:12
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ApprofondimentiUn danzatore torinese nella compagnia di Sasha Waltz

Incontro con Nicola Mascia.

In occasione di un laboratorio tenuto presso la scuola Mariella Isoardi Pozzo di Moncaleri abbiamo incontrato Nicola Mascia, danzatore e performer della compagnia Sasha Waltz, prossimamente ospite al Teatro dell´Archivolto di Genova con lo spettacolo Zweiland.

Come è iniziata la tua avventura? di danzatore?

Ho iniziato a danzare all´età di cinque anni, studiando danza classica a Torino con Loredana Furno.

Verso i tredici anni ho attraversato un periodo di rifiuto nei confronti dei codici severi del balletto ed ho interrotto per un anno la mia attività.? Ho ripreso studiando danza jazz con Don Marasigan e frequentando i diversi stages che venivano organizzati a Torino.


A diciassette anni mi sono trasferito a Ravenna dove ho lavorato per due anni a Mirabilandia, ed ho incominciato ad esplorare un po´ più da vicino le tecniche della danza contemporanea. Lì ho incontrato Claudia Bruni, coreografa e danzatrice grazie alla quale ho avuto modo di approfondire le prime esperienze con la contact improvisation e di girare l´Italia con alcune produzioni importanti. A Roma poi ho avuto modo di riavvicinarmi al classico oltre a frequentare corsi di jazz, hip hop e funky.

Parallelamente è iniziata la mia attività di insegnamento, a Ravenna, presso la scuola Progetto Danza di Massimo Leanti.

Che tipo di linguaggio utilizzi quando insegni?

Non amo molto etichettare la danza. Mi piace chiamarla "la mia danza". Il tipo di linguaggio che utilizzo è dato da una mescolanza non solo delle mie esperienze ma anche delle esperienze maturate dalle persone alle quali insegno.

Come è avvenuto il tuo incontro con Sasha Waltz?

L´ho incontrata a Ferrara in occasione di un laboratorio.

Mi ha aperto una visione totalmente nuova del fare danza. Ne sono rimasto affascinato. Il giorno conclusivo sono andato a vedere il suo spettacolo Travelogue I: Twenty to eight e la sera stessa ci siamo parlati a lungo: era un venerdì, ricordo bene, e mi informò che il lunedì successivo avrebbe iniziato un seminario di due settimane, a Berlino, per selezionare nuovi elementi da inserire in una nuova produzione. Ero un po´ preoccupato perchè significava abbandonare i miei impegni di insegnante, oltretutto in un periodo di saggi di fine d´anno.

Sei partito per Berlino?

Si, ma solo per una settimana, cercando in fretta e furia persone che mi potessero sostituire in Italia.

Ma ne è valsa la pena. è stata un´esperienza indimenticabile. Ho incontrato subito persone provenienti da tutte le parti del mondo, anche italiani, tutti con percorsi formativi molto diversi l´uno dall´altro. è stato bello anche come esperienza "sociale".

Ha distanza di un mese Sasha mi ha telefonato per confermarmi che mi voleva nella sua produzione. Così il 3 giugno del ´96 mi sono trasferito a Berlino e abbiamo iniziato a lavorare insieme.

Quando sei passato a far parte stabilmente della compagnia?

Sasha creava una produzione all´anno in quel periodo, e poichè non aveva ancora il supporto di un teatro stabile univa i danzatori a seconda del progetto; non poteva assumerci per un anno intero.

Nelle produzioni successive però si è formato un nucleo forte di sei persone, tra cui c´ero anch´io, al quale andavano di volta in volta integrandosi altri elementi.

In quali produzioni hai preso parte?

Il primo progetto a cui ho preso parte risale al ´96: si chiama Allee der Kosmonauten, rappresentato a Ferrara nel ´97, dal quale è poi stata tratta una versione cinematografica nell´anno successivo.

Al ´97 risale invece Zweiland spettacolo con il quale saremo presenti a Genova fra qualche giorno.

Nel ´98 Sasha ha prodotto Na Zemlie: in questo lavoro, per esempio, Sasha ha unito al nostro gruppo una compagnia già esistente di danzatori russi.

Queste produzioni hanno definitivamente consacrato l´opera di Sasha Waltz che da allora viene ospitata nei più prestigiosi festival fra cui il Berlin Theatertreffen, festival di teatro in cui vengono ospitate le dieci migliori produzioni dell´anno.

Nel ´99 Sasha Waltz, assieme al giovane regista teatrale Thomas Ostermeier, ha assunto la direzione -artistica dello storico teatro Schaub?hne am Lehniner Platz, tempio del teatro parlato tedesco dove si sono alternati alcuni tra i più grandi registi e attori tedeschi: Peter Stein, Robert Wilson, Otto Sander e Bruno Ganz solo per citarne alcuni.

Per la prima volta, quindi, questo teatro ha aperto le sue porte alla danza e la nostra compagnia è diventata una compagnia stabile.

Per i successivi tre anni abbiamo prodotto diversi spettacoli.

Cosa è cambiato da quando Sasha Waltz ha assunto la direzione artistica dello Schaub?hne?

Inizialmente è stato molto impegnativo, perchè il teatro produce molto più velocemente della danza: lavorando molto sulla sperimentazione e sull´improvvisazione, la nostra compagnia ha bisogno di periodi di produzione molto più lunghi.

In questo teatro è nata la trilogia sul corpo, della quale fanno parte tre produzioni: Körper, S, e noBody.

Sono stati tre anni per me molto intensi, tanto da farmi decidere di cambiare il tipo di contratto con la compagnia e di ritornarvi come ospite. Questo in una certa misura mi ha permesso di interagire più liberamente con il lavoro di Sasha.

Come interagisci con il suo lavoro?

Sasha utilizza molto spesso il materiale coreografico che viene prodotto dai danzatori stessi durante le improvvisazioni: è come se utilizzasse della materia "grezza" che progressivamente rielabora e ricompone, come nella costruzione di un proprio mosaico di cui noi danzatori forniamo le tessere. Spesso suggerisce semplicemente un´idea senza intervenire a livello coreografico e siamo noi danzatori a proporne gli sviluppi.

In che rapporto metteresti la tua esperienza italiana con l´esperienza all´estero?

Sono molto critico nei confronti della danza in Italia: vedo un ritardo di almeno dieci anni rispetto allo sviluppo della danza nel resto d´Europa, un divario soprattutto nella consapevolezza del valore politico e culturale che la danza possiede, anche se ultimamente ho riscontrato qualche mutamento, un atteggiamento mentale più aperto e sensibile.

Per ciò che riguarda la mia esperienza personale, devo dire che quand´ero in Italia non mi sentivo italiano, o meglio, non riuscivo a sentirmi parte di un modo di fare danza tipicamente italiano. La cosa sorprendente è che nel momento in cui mi sono trasferito in Germania questa sensazione è mutata in modo radicale. Sarà per come i miei compagni di lavoro mi percepivano, sarà perchè comunque ero in una terra straniera, il mio essere italiano, e quindi anche il mio modo di danzare, hanno acquisito una identità molto più chiara e consapevole.

Parlaci di Zweiland lo spettacolo che andrà in scena a Genova nei prossimi giorni.

Zweiland è uno spettacolo del ´97. Ha debuttato nel festival Berliner Festwochen.

Non esiste una vera e propria trasposizione in italiano del titolo: la traduzione letterale è "due/terra" e porta in scena una visione soggettiva della riunificazione della Germania dopo il crollo del Muro di Berlino.

L´ambientazione è un chiosco, un luogo di incontro fra personaggi di strada.

Abbiamo lavorato a lungo sulla caratterizzazione di ciascun danzatore; per me Sasha aveva un´idea un po´ particolare, voleva che sviluppassi un personaggio bifronte vagamente noir, originariamente un travestito, trasformatosi successivamente in un angelo dotato di passioni umane.

Lo spettacolo inizia e conserva questa chiave di lettura di un doppio che cerca costantemente l´unità.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Continuerò regolarmente il mio lavoro in compagnia e proseguirò con le tournèe delle produzioni che mi vedono coinvolto.

Parallelamente sto cercando di iniziare a produrre il mio lavoro. In particolare ho in programma un duetto con Matan Zamir (ndr. anch´egli danzatore della compagnia di Sasha Waltz): una prima parte sarà una nostra creazione, la seconda si avvarrà della collaborazione della giovane coreografa israeliana Jasmine Godder. I due duetti dovrebbero essere presentati all´inizio del prossimo anno.

C. Candellero

Lo spettacolo Zweiland sarà in scena al Teatro dell´Archivolto di Genova il 23 e il 24 aprile 2004 alle ore 21.

Per informazioni:

tel. 010.6592220

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