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luned, 11 dicembre 2017 - 01:30
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ApprofondimentiFinanziaria, lo spettacolo protesta

Fonte: www.repubblica.it

I sindacati e le principali associazioni del settore hanno indetto lo stop contro la riduzione del 40% del Fus prevista dalla manovra

Finanziaria, lo spettacolo protesta contro i tagli: sciopero il 14 ottobre
Il sovrintendente del Teatro Regio di Torino denuncia: "Non saremo in grado di garantire neanche gli stipendi. Gli enti lirici spariranno"
di ROSARIA AMATO



ROMA - "Chiudere un giorno per non chiudere sempre": è lo slogan della manifestazione nazionale di sciopero indetta per il 14 ottobre dalle associazioni e dai sindacati dello spettacolo, per protestare contro il taglio del 40 per cento previsto dalla Finanziaria 2006. Venerdì 14 saranno chiuse le sale cinematografiche, da concerto e i teatri.

"Noi speriamo proprio di andare a fare un danno. Il 14 è anche il giorno previsto per l'uscita del film La tigre e la neve di Roberto Benigni, che sarà distribuito in oltre 800 sale - ricorda il presidente dell'Agis (Associazione generale italiana dello spettacolo), Alberto Francesconi - la risposta degli esercenti e dei lavoratori dello spettacolo deve essere forte, perchè colpire la cultura come il governo sta facendo mi sembra devastante. Siamo stati accoppiati alle auto blu e agli stipendi dei parlamentari. E comunque non mi sembra che ci sia un settore che subisca tagli pesanti come il nostro".

Nello stesso giorno, il 14, è stata convocata anche una manifestazione nazionale a Roma, al Centro Congressi Capranica, in piazza Capranica, alle 14.30.

"Noi ci rendiamo conto che il Paese difficoltà, e non ci vogliamo tirare indietro, vogliamo partecipare al risanamento economico - assicura Francesconi - infatti è da anni che chiediamo una riforma organica del Fus che ci permetta di attingere fondi altrove, attraverso i privati, le fondazioni bancarie. Siamo sempre stati il Paese della cultura: se adesso si vuole investire in ignoranza, vedremo".

Il taglio del Fus (Fondo unico per lo spettacolo) previsto dalla Finanziaria 2006 prevede che i 464 milioni di euro stanziati lo scorso anno si riducano a 300. E questo potrebbe essere solo il primo dei tagli: il governo ha appena annunciato che farà decadere il decreto legge che contiene provvidenze e contributi per il cinema italiano. La data di decadenza è il 17 ottobre.

Ma la drastica riduzione del Fus colpisce in primo luogo le fondazioni lirico-sinfoniche, che ne sono le maggiori beneficiarie con una quota del 47,811 per cento. "Il resto viene da Comuni e Regioni, e quindi anche in questa direzione ci sarà una forte riduzione, considerato che questa Finanziaria è un maglio che cade sulle amministrazioni locali - spiega il presidente dell'Anfols (Associazione Nazionale Fondazioni Lirico Sinfoniche Walter Vergnano, sovrintendente del Teatro Regio di Torino) - con le entrate che vengono dalla vendita dei biglietti si copre circa il 20 per cento, fatta eccezione per l'Arena di Verona che ha una quota superiore. Questo significa che non saremo più in grado di garantire ai nostri dipendenti uno stipendio per 12 mesi l'anno: nel 2003 la nostra quota di Fus era di 247 milioni di euro, nel 2006 scenderà a 143 milioni. Di fatto gli enti lirici sparirebbero".

"Quest'anno inauguriamo la stagione con l'Aida - conclude Vergnano - prima di cominciare, spiegheremo al pubblico che, se la Finanziaria rimane così, questa sarà l'ultima inaugurazione di questo tipo. Io penso che tenere i cinema, i musei e i teatri aperti sia un dovere dello Stato verso i cittadini. L'Italia destina alla cultura in totale solo lo 0,2 per cento del Pil, e in questo siamo gli ultimi in Europa: il Portogallo ha lo 0,9 per cento, la Francia l'1,3".

(7 ottobre 2005)

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