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sabato, 23 settembre 2017 - 00:37
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Fuori dal TerritorioLa Danza delle Avanguardie

Dipinti, scene e costumi: da Degas a Picasso, da Matisse a Keith Haring ?

Al Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, una mostra racconta la nascita della danza come espressione artistica d´avanguardia, analizzando le sue relazioni con le arti visive del ´900. La Danza delle Avanguardie. Dipinti, scene e costumi: da Degas a Picasso, da Matisse a Keith Haring sarà allestita al secondo piano del Mart, dal 17 dicembre 2005 al 7 maggio 2006.


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Oltre mille opere tra dipinti, sculture, costumi, scenografie, disegni, fotografie per raccontare i magici e straordinari intrecci tra la danza e l´arte. Un percorso che dai capolavori del primo ´900 giunge fino alle ultime tendenze dell´arte contemporanea.

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Partendo dagli artisti che hanno raccontato il teatro coreografico, come Edgar Degas e Henri Toulouse-Lautrec, la mostra presenta i lavori di Matisse, Gontcharova, Roerich, Balla e Depero per i Ballets Russes di Serge Diaghilev, i progetti degli anni Venti di Giorgio de Chirico e Francis Picabia per i Ballets Suèdois, e quelli che Alexandra Exter, Kasimir Malevich e El Lissizky idearono per i teatri in Russia. Tra i punti salienti dell´esposizione, le scenografie e i costumi di Pablo Picasso, e le rivoluzionarie invenzioni "africane" che Fernand Lèger realizzò per La Crèation du monde.

Si giunge poi alle creazioni degli anni Trenta di Joan Mir? per Serge Lifar, alle innovazioni teatrali di Isamu Noguchi per Martha Graham negli anni Quaranta, e ancora alle sperimentazioni di Robert Rauschenberg per Merce Cunningham, di Keith Haring per Bill T. Jones e Arnie Zane, per finire con quelli di David Salle e Jeff Koons per Karole Armitage, di Giulio Paolini per Davide Bombana, di Grazia Toderi per Virgilio Sieni, e di Jan Fabre, artista e coreografo lui stesso.

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Le curatrici della mostra, Gabriella Belli e Elisa Guzzo Vaccarino, hanno voluto evidenziare? i grandi cambiamenti avvenuti nel teatro di danza e nella ricerca artistica nel corso di oltre un secolo. I più importanti artisti dell´epoca in esame si trasformano negli scenografi più innovativi, trasferendo sul palcoscenico le loro nuove valenze creative.

Per il teatro, la collaborazione con le sperimentazioni delle avanguardie storiche è stata importante e feconda. Il rapporto tra le arti visive e plastiche da un lato e il balletto? dall' altro, si è svolto su un doppio binario espressivo: pittori, stilisti, architetti sono intervenuti direttamente all'interno della rappresentazione scenica.

? Il percorso espositivo

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La mostra si apre con una sala dedicata agli artisti di fine Ottocento che dipingono il teatro e il suo mondo. Edgar Degas e Federico Zandomeneghi rappresentano i momenti più salienti della vita del palcoscenico: le quinte, le prove e il proscenio, mostrando il volto umano e sociale del balletto parigino fin de siècle. Henri Toulouse-Lautrec, Jules Chèret e Giovanni Boldini, negli stessi anni, entrano in questo mondo, condividendo le vicende dei loro protagonisti; un coinvolgimento che anticipa la sensibilità delle avanguardie del ´900, particolarmente attente alla rappresentazione del movimento e del dinamismo. Nei primi anni del secolo scorso gli artisti non si limitano più a rappresentare il teatro ma salgono direttamente sul palcoscenico, realizzando scenografie e costumi, cercando nuovi linguaggi per la coreografia, la musica e il teatro. Il palcoscenico si trasforma in un grande laboratorio nel quale sperimentare le più audaci soluzioni del linguaggio artistico. Non esiste alcun movimento d´avanguardia, entro la fine degli anni Venti del ´900, che non contribuisca all'innovazione della scena, in sintonia con la trasformazione della visione e della teoria e pratica del balletto e della danza.

Saranno pioniere di questa rivoluzione teatrale le protagoniste della modern dance americana, Isadora Duncan e Lo?e Fuller, muse ispiratrici di disegnatori, fotografi e scultori, come prima di loro le ballerine del varietà, della danza di sala e di intrattenimento, avevano ispirato Toulouse-Lautrec, Bourdelle, Severini.

Non c´è dubbio che il grande innovatore di impatto planetario e permanente è stato però Serge Diaghilev, l´impresario dei Ballets Russes. Arrivato a Parigi nel 1908, nell´enfasi prebellica che vede la capitale francese al centro di grandi cambiamenti ? dalla pittura, alla musica, allo stesso stile di vita ? Diaghilev rivoluziona l´idea del balletto e della scena con la lungimiranza di chi da subito aveva capito che nel nuovo secolo nulla del passato si doveva salvare, lanciandosi così alla scoperta di nuove frontiere artistiche e nuovi talenti. Con un´inedita alchimia di esotismo, folklore russo ?

un titolo scandaloso tra tutti, il Sacre du Printemps primitivista, ampiamente documentato in mostra ? e linguaggi dell´avanguardia, Diaghilev mette in subbuglio le platee dei teatri di Parigi, Londra, Montecarlo, New York e Buenos Aires.

Tra il 1909 e il 1929 Diaghilev rompe con la tradizione del balletto a serata intera e invita Matisse, Picasso, Bakst, Gontcharova, Larionov a realizzare le scene e i costumi di balletti brevi, d´autore, per la sua compagnia parigina. Chiama a sè anche i protagonisti del Futurismo: Balla, Prampolini e Depero. Ed è proprio con quest´ultimo che lavora alla preparazione di alcuni importanti progetti, tra cui Le Chant du Rossignol, in una versione purtroppo mai andata in scena, seguita da una più fortunata realizzazione di Henri Matisse nel 1920.

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Alla celebre figura di Diaghilev si affianca quella di Rolf de Marè, impresario dei "rivali" Ballets Suedois, attivi a Parigi tra il 1920 e il 1925, coi quali collaborano, oltre ad artisti già cooptati nei Balletti Russi, come Jean Cocteau, anche Fernand Lèger (La crèation du monde) e Giorgio de Chirico (La Jarre).

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In questi stessi anni, nel clima di straordinario rinnovamento dell´arte russa che segue la rivoluzione d´ottobre, alcuni dei maggiori artisti, rimasti in patria, focalizzano gran parte della loro attività nella sperimentazione teatrale, che diventa il luogo di proposte fortemente innovatrici: futurismo, suprematismo e costruttivismo trovano nel teatro il loro banco di prova con Alexandra Exter, El Lissitsky,? Kasimir Malevich e Vladimir Tatlin.

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Un capitolo importante è riservato riservato allo scenario coreografico della seconda metà del Novecento. La mostra documenta i sodalizi di Joan Mir? con Serge Lifar e Lèonide Massine e le combine paintings di Robert Rauschenberg che diventano scenografia per Merce Cunningham, ma anche le opere realizzate negli anni Quaranta da Isamu Noguchi per? Martha Graham, la grande protagonista della nuova danza americana. Le sue sculture sceniche diventeranno elementi chiave per esprimere i risvolti psicanalitici delle creazioni grahamiane.

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E´ parso importante ai curatori inserire nel percorso della mostra alcuni lavori fondamentali della seconda metà del secolo fino ai nostri giorni, pur nella consapevolezza di non rappresentarne tutta la complessità. La Danza delle Avanguardie presenta quindi i lavori di Lucio Fontana che interpreta il Ritratto di Don Chisciotte di Petrassi-Milloss, si sofferma sugli inconfondibili segni grafici di Keith Haring, giunge fino alle più recenti esperienze di David Salle e Jeff Koons per Karole Armitage. Ma sono esposti anche i bozzetti di scena di Giulio Paolini per Teorema di Davide Bombana, il video di Grazia Toderi per Il fiore delle Mille e una notte di Virgilio Sieni.

Non manca la figura di Jan Fabre, scultore ma anche coreografo e regista delle proprie opere-performance teatrali.

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Nella Danza delle Avanguardie il Mart presenta anche una sezione dedicata al mondo della moda: i disegni e i costumi realizzati da Gianni Versace per Maurice Bèjart e per William Forsythe, sempre per Forsythe le creazioni di Issey Miyake, gli abiti di Christian Lacroix per Bianca Li, i bozzetti e i costumi di Yves Saint-Laurent per Roland Petit, e i costumi di Jean-Paul Gaultier per Regine Chopinot.
Vicino a queste creazioni, gli scatti dei fotografi di moda, che sperimentano curiose incursioni nel mondo della danza. Bruce Weber, Peter Lindbergh, Deborah Turbeville, Ellen Von Unwerth, Koto Bolofo fissano sulla pellicola immagini forti e inedite di questo mondo in movimento.

"Fashion-danza-fotografia. Tre universi che si intrecciano profondamente - scrive Franca Sozzani nel saggio in catalogo sulla sezione finale della mostra, da lei curata - e che si contaminano di continuo, fin da quel lontano 1924 cui data l'incontro, sulle scene, dei Ballets Russes e di Coco Chanel, complici Pablo Picasso, Henri Laurens, Darius Milhaud e Bronislava Nijinska per la creazione di Train Bleu, balletto nato da una idea di Jean Cocteau. Milieux sovrapposti che si snodano raccontando storie e "riflessi fatati", incantando anche l'occhio più cinico e smaliziato."

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La Danza delle Avanguardie Dipinti, scene e costumi: da Degas a Picasso, da Matisse a Keith Haring

Mart Rovereto, 17 Dicembre 2005 ? 7 maggio 2006


A cura di: Gabriella Belli e Elisa Guzzo Vaccarino
Comitato Scientifico: Gabriella Belli, Leonetta Bentivoglio, John Bowlt, Lidia Iovleva, Giovanni Lista, Nikita D. Lobanov, Nina Lobanov-Rostovsky, Geoffrey Marsh, Nicoletta Misler, Erik N?slund, Evgenia Petrova, Tomas Sharman, Elisa Guzzo Vaccarino, Giorgio Verzotti, Sarah Wood*censored*

Testi e contributi di: Gabriella Belli, John Bowlt, Vittoria Crespi Morbio, Gabriella Di Milia, Elena Gigli, Eujenie Iluykhina, Serge Lemoine, Giovanni Lista, Nicoletta Misler, Erik N?slund, Evgenia Petrova, Raman Schlemmer, Franca Sozzani, Elisa Guzzo Vaccarino, Giorgio Verzotti, Darrell Wilkins

In collaborazione con: DansMuseet di Stoccolma, Bibliothèque-Musèe de l´Opèra de Paris, Musèe National Picasso di Parigi, Festival Oriente Occidente, Museo Teatrale del Teatro alla Scala, Teatro dell´Opera di Roma, MaggioDanza/Teatro Comunale di Firenze, Museo centrale statale Bakhrushin dell´arte teatrale, The Pushkin Museum of Fine Arts, The State Tretyakov Gallery di Mosca, The State Russian Museum di San Pietroburgo, Victoria & Albert Museum di Londra.

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Coordinamento di: Margherita de Pilati, con la collaborazione di Elisabetta Barisoni

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MartRovereto

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Corso Bettini, 43

38068 Rovereto (Trento)

Infoline 800 ? 397760

0464 438887

www.mart.trento.it

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Orari:

martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica 10:00 - 18:00

venerdì 10:00 ? 21:00

Chiuso il lunedì

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Ingresso:

Intero: 8 ???? Ridotto:? 5 ?

Ridotto scolaresche: 1? a studente

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