Registrati Ora!
Entra
Benvenuto su COORPI
venerd, 15 dicembre 2017 - 20:45
Condividi

Fuori dal TerritorioUnderskin a Venezia: sotto la pelle della danza

"Se è verò che io ho coscienza del mio corpo attraverso il mondo, se è vero che esso è, al centro del mondo, il termine inosservato verso il quale tutti gli oggetti volgono la loro faccia, è anche vero, per la stessa ragione, che il mio corpo è il perno del mondo, e in questo senso ho coscienza del mondo per mezzo del mio corpo".
In sintonia con queste parole di Merleau-Ponty, che sulla scia della filosofia fenomenologica di Edmund Husserl focalizzò la propria riflessione sulla corporeità della coscienza e sulla carnalità del mondo, la Biennale Danza, nel secondo anno di direzione di Ismael Ivo, torna a puntare la propria attenzione sul corpo: dopo il body attack della scorsa edizione, dopo l´impatto con la massiccia fisicità della danza contemporanea più recente, quest´anno la ricerca vuole scendere in profondità, sottopelle: Underskin.

"La danza cerca di raggiungere un "body momentum", quell´attimo irripetibile e irriproducibile in cui il corpo si fa arte. Quando un artista sale sul palcoscenico scaturisce qualcosa di misterioso dalla sua fisicità: il ritmo del cuore è accelerato, il sangue scorre sempre più velocemente nelle vene, l´alta concentrazione e tutto quello che gli brucia dentro provocano una specie di esplosione interna che la scienza non può facilmente spiegare". Le profondità del corpo, secondo l´intuizione sviluppata da Ismael Ivo nelle note introduttive al bellissimo catalogo edito da Marsilio, sono inaccessibili alla scienza, perchè la scienza ricerca verità, mentre l´arte fa scaturire esperienze creative, e penetrare sotto pelle significa voler capire come questo incanto possa accadere. Onore all´incanto dell´arte vuole sicuramente rendere lo spettacolo inaugurale dello stesso Ivo, Illuminata: le contrazioni dei corpi in scena raccontano la prossimità all´esperienza della morte, al gorgo del suo buio e della sua polvere, ma le spoliazioni, gli incontri e la figuralità delle sperimentazioni di coppia conducono gli spettatori verso una salvezza possibile, attraverso le vie della bellezza, della casualità, della memoria e della musica, che illuminano e vivificano il corpo in tutta la sua potenza. Ad accompagnare il grande ballerino e coreografo sono i quattro danzatori della neo-formata compagnia crystal d, tra i quali spicca per intensità recitativa l´unico italiano, l´emergente Marco Delle Foglie.

Nei primi giorni della Biennale un articolato e riuscito simposio ha curato la riflessione sui complessi temi affrontati dalla Biennale: nessuna disciplina è stata trascurata dal dibattito ideato da Elisa Vaccarino secondo la logica della curiosità per ogni forma dell´esistente. Scienza, medicina, letteratura, cinema, estatica fede sono state le prospettive a partire dalle quali il corpo è stato indagato nei suoi recessi più segreti e più intimi, con il sapiente intervallo di proiezioni video, performances e "duologi" che hanno coronato, ma anche alleggerito, le lunghe e impegnative ore di ponderata analisi. Tra i primi ospiti della Biennale il giapponese Takao Kawaguchi, che con D.D.D. ha presentato uno dei suoi lavori border-line, ai confini del corpo e dell´arte: D.D.D. evoca il suono dei battiti del cuore, che pulsano come lampadine intermittenti, come il suono della batteria o dei vocalizzi "Khoomei" di Fuyuki Yamakawa, il vocalist e performer che accompagna Kawaguchi dietro al tavolo sul quale si svolgono le contorsioni possibili e impossibili del danzatore, che si spoglia della propria corazza restando infine senza difese dall´insidiosa viscosità del mondo. Altro ospite d´eccezione delle prime giornate è il "corpo mutante" della cinese Jin Xing, ex colonnello e oggi coreografa di punta della nuova Cina, che ha preparato appositamente per la Biennale il suo ultimo spettacolo: The Closest ? The Furthest, tra i primi ad andare esaurito.

?

Il ricco programma si snoda in questi giorni, fino al 25 giugno. Tre le compagnie italiane ospiti, tutte presenti con prime assolute: il giovane danzatore e coreografo torinese Matteo Levaggi, insieme al Balletto Teatro di Torino, propone un nuovo spettacolo, anch´esso a tema, sulla fragilità della pelle e di ciò che essa contiene: Canto bianco in un momento di orizzonte verticale; Adriana Borriello, avellinese di nascita, presenta con la compagnia Almatanz, ora in residenza a Civitanova Danza, Chi è devoto, spettacolo sul trasporto estatico che le tradizioni popolari e folkloriche del Sud Italia provocano; infine MK, la compagnia romana di Michele Di Stefano, affronta in Tourism il tema della pelle e dei suoi substrati rielaborando il movimento corporeo sulla base delle più recenti ricerche neuroscientifiche, accompagnati dal collettivo musicale francese ESC. A otto anni dalla sua nascita, la Biennale Danza festeggia una stagione di piena salute e grande vitalità, in cui la grande apertura internazionale finalmente non sacrifica, ma valorizza la presenza del nostro paese.

?

Daria Dibitonto

Il programma completo è disponibile su: http://www.labiennale.org/it/danza/

?

Prossimi Eventi

Eventi del sito

sabato 16-dic-2017