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mercoled, 29 marzo 2017 - 05:22
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ApprofondimentiDanza contemporanea: Tavolo Nazionale dei Coordinamenti e delle Reti

Roma, 30 aprile 2007

Il 29 aprile presso la Cappella Orsini, a Roma, in occasione della Giornata Mondiale della Danza, ha avuto luogo la conferenza di presentazione del Tavolo Nazionale dei Coordinamenti e delle Reti Regionali della Danza Contemporanea alla presenza di rappresentanti politici, sindacali e del mondo della cultura.

L´incontro si è aperto con l'intervento di Giovanna Velardi, promotrice dell'incontro, che ha velocemente illustrato il percorso che ha portato alla costituzione del Tavolo Nazionale. Ha fatto poi seguito la lettura del documento elaborato dalle 12 realtà regionali che lo costituiscono.
In seguito sono intervenuti?

Luciano Meldolesi Componente?Commissione Consultiva danza presso il MIBAC

Giulia Rodano Assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport?Regione Lazio

?Paolo Ruffini Co-Direttore Festival di S. Arcangelo

Silvano Conti? Segreteria nazionale SLC-CGIL

Natale Rossi? Consiglio di Presidenza Unsa- UIL

Prof. Guido Traversa Università Roma Tre

Il susseguirsi degli interventi ha messo in evidenza la novità che un'aggregazione di questo tipo viene a costituire nel panorama dello spettacolo italiano, sia per il forte radicamento territoriale, sia per la?rilevanza numerica. Il Tavolo dei Coordinamenti e delle Reti Regionali della Danza Contemporanea infatti, fin dalla sua costituzione, è l'organismo più rappresentativo della danza in Italia. Ad oggi unisce i raggruppamenti di 12 regioni: Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia e rappresenta oltre 130 soggetti tra compagnie, coreografi, danzatori e operatori del settore, riunitisi con lo scopo di stabilire un dialogo?con le istituzioni riguardo alle normative che regolano lo spettacolo dal vivo in Italia.

Il documento cui è stata data lettura parte dalla premessa che oggi i problemi dello spettacolo non siano dovuti essenzialmente alla grave carenza di risorse, ma che siamo invece in presenza di una crisi di sistema e si imponga quindi un radicale ripensamento di tutto il meccanismo legislativo. Il documento si è concluso con una proposta che individua tre punti cardine:

1.??????? approvazione di una normativa unica (senza clausole di tutela per alcun settore) che regoli tutte le attività performative dalla lirica alla musica, alla prosa, alla danza, alle forme performative ibride, alle arti mediali.

2.??????? intervento dello Stato solo a sostegno: 1) della creazione artistica contemporanea; 2) della conservazione del patrimonio artistico del passato.

3.??????? creazione di una rete capillare di spazi polifunzionali per la performatività e l'arte contemporanea con vocazione produttiva, didattica e di programmazione con un forte radicamento territoriale che siano anche centri di aggregazione sociale.

Pur non entrando nel merito i relatori hanno segnalato inoltre la necessità di regolamentare la formazione e di attivare un efficiente supporto alla diffusione delle opere all'estero.

Il documento è stato accolto con grande interesse da un pubblico numeroso e partecipe e dai relatori, che hanno più volte sottolineato la novità della proposta e la sua potenziale forza in questo particolare momento politico, caratterizzato da una forte volontà riformatrice. In particolare è stata condivisa la necessità di affrontare il problema dello spettacolo dal vivo nel suo complesso, con un approccio che non contempli più confini di genere in quanto non più in grado di rappresentare la realtà artistica odierna. Più volte inoltre è stata sottolineata la necessità che questi contenuti, largamente condivisi dai presenti, diventino oggetto di un confronto diretto e continuativo con le istituzioni.

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