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luned, 22 maggio 2017 - 23:19
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SpettacoliVISTA su E14 - Rigenerazione urbana e arte pubblica attraverso la performance

Domenica 26 luglio alle ore 19, Reiss Arti Performative di Via Reiss Romoli 45 a Torino presenta i lavori performativi dei 3 progetti selezionati nell’ambito del bando internazionale E14.
I tre progetti residenti presso gli spazi Reiss presentano al pubblico la propria idea di rigenerazione urbana e di arte pubblica attraverso le performance nate, ideate e sviluppate sul territorio del quartiere periferico E14, un “non-luogo”, con un identità imprecisa, ardua da definire, cogliere o costruire, come per tutte quelle aree suburbane che segnano una linea di confine.


I progetti artistici residenti per un periodo di 2 settimane di lavoro (11-26 luglio) sul quartiere E14 sono:
gruppo TraMe | Roma | progetto cartoni animati
Fiorenzo Zancan e Chiara Bortoli | Vicenza | progetto e14
Helen Cerina | Urbino/Torino | progetto qualcuno l’ha già fatto
 
Il gruppo TraMe proveniente da Roma riunisce Erika Boccanera (danzatrice e danzaterapeuta), Federica Cutugno (danzatrice e istruttrice metodo Pilates), Daniela Gusmano (danzatrice e organizzatrice teatrale), Michela Iori (danzatrice e architetto), quest’ultima con esperienze interessanti sulla scena underground romana (Enzimi, Installer e Anomalie) nonché come coordinatrice tecnica del festival Bestiario.
Le personali esperienze artistiche e gli anni di studio in comune hanno arricchito e definito il linguaggio del gruppo, e creato il presupposto per una ricerca performativa su diversi aspetti: spazio, video, suono, testo, interazione con lo spettatore.
Il progetto di residenza presso REISS prevede la collocazione di alcune stanzette di cartone in punti strategici e curiosi del quartiere. Installazioni in scatoloni fuori misura, che ricreino microambienti performativi in spazi quotidiani, trasportandoli in un’altra dimensione: piccoli ambiti fuori dal loro contesto che alimentano e ironizzano sul gusto voyeristico che caratterizza la nostra epoca.
Ogni singola opera è finestra su un mondo reale -ma non realistico- visto attraverso una lente distorta e a volte onirica; un’architettura urbana di scatole, che sovverte la percezione dello spazio urbano, un varco su piccoli mondi sopra le righe.

Da Vicenza, Fiorenzo Zancan e Chiara Bortolisi muovono invece su un territorio di ricerca ai confini fra danza e arti visive: il corpo, la figura umana, la presenza, l'identità sono i temi portanti di un'esplorazione che prende le forme della performance, dell'installazione, del video, della fotografia.
La proposta del duo intende “documentare”, “fotografare” un “intero” quartiere senza mostrare nessuna casa, nessun palazzo, nessuna piazza, ma solo le persone che lo vivono, nel loro tempo individuale. Nel periodo di residenza i due artisti andranno a creare un lavoro di videoinstallazione, risultato di un particolare “setting” di ripresa, dove la persona è invitata a sostare per un dato tempo in piedi o seduta davanti all'inquadratura fissa della videocamera. Poche le consegne: non allontanarsi dal campo dell'inquadratura, non fare nulla - senza tuttavia ricercare alcuna artificiale immobilità -, guardare in macchina. L'azione avviene davanti ad un fondale bianco, uniforme. Il tempo di durata della ripresa e l'assenza di ogni particolare intenzione tenderà ad epurare l'azione da ogni “atteggiamento”, restituendo un semplice esistere dove i fenomeni più rilevanti sono la respirazione, lo sbattere delle palpebre, l'oscillare della postura alla ricerca di un continuo rinnovato equilibrio e di un assetto più confortevole. Il risultato ottenuto tenderà a restituire una sospensione temporale, un fuori dal tempo vicino alla dimensione statica della fotografia, lasciando percepire contemporaneamente il tempo dell'esserci, della presenza. Togliamo ogni oggetto intorno e ogni ambientazione, togliamo ogni intenzione, ogni fare o andare; rimane l'uomo, e quanto lascia intravedere di personale.

HELEN CERINA, infine, giovane performer marchigiana,torinese d’adozione, con esperienze interessanti maturate all’estero e in Italia (Impulstanz di Vienna, Laban Trinity di Londra, CSDU di Urbino, Festival Anticorpi, autrice di “FSA fakeness selfdestruction anticlimax” e di “On Te Sagittalis”, dalla monotonia all’estasi) spazia tra la danza, la performance e il cinema di animazione. Nel periodo di residenza presso Reiss, propone un momento di studio collettivo attraverso il copiare il ripetere azioni, esercizi, performance già avvenute, avere la possibilità di creare uno spazio dove non essere originale, porre un sano distacco verso la domanda del mercato delle nuove idee per forza. Comunque ciò che viene ricreato sarà nuovo, in quanto posto in un contesto con diverse condizioni storico, geografico, sociali. Gli spunti da cui l’artista partirà sono parte della storia dell’arte e della danza del XX secolo: da Steve Paxton che mangia un panino in scena a Yves Klein che dirige una pittura con due donne impiastrate di blu; da Yves Klein su un ponte della Senna che vende un’azione consistente in strappare carta d’orata e gettarla nel fiume ai Situazionisti che vanno alla Deriva e creano mappe Psicogeografiche; da Meredith Monk ai Surrealisti che trasformano e assemblano manichini; Da Richard Long a Yoko Ono, fino ad Alejandro Jodorosky che fa una festa in cui viene suonata solo musica classica. Per entrarvi, bisogna bere alla goccia un fortissimo liquore.

Info:
Reiss Arti Performative
Via Reiss Romoli 45, 10148 Torino
www.reissartiperformative.org
info@reissartiperformative.org
+39 338 6921722
+39 347 0561735

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