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gioved, 29 giugno 2017 - 00:40
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ApprofondimentiEmergenza Cultura - Cronaca di una battaglia complessa

 

La settimana scorsa l’associazione 0.3 insieme a 100autori e altri hanno organizzato un incontro al teatro Vittoria di Roma per discutere i tagli al FUS. Per la danza erano presenti alcuni rappresentanti del TANAZ (Tavolo nazionale dei coordinamenti e delle reti regionali della danza contemporanea). In quella sede è nata una nuova coalizione: Il MOVIMENTO EMERGENZA CULTURA E SPETTACOLO (MovEM), che vede unite la maggior parte di associazioni dello spettacolo e della cultura italiane.
 
Ecco una breve cronaca di quanto sta accadendo.
 
Lunedì 20 luglio alla manifestazione nazionale in Piazza Montecitorio una delegazione del Movimento Emergenza Cultura , affiancata da Veltroni, dall’Onorevole Emilia Debiasi e dal Senatore Vita, incontra i rappresentanti politici della Camera del Senato e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.


 


 
Martedi 21 luglio i lavoratori dell’opera di Roma assieme a quattro rappresentanti del MovEM occupano il palco del Festival Internazionale di Caracalla e hanno dato lettura un comunicato unitario di protesta in più lingue ,davanti a una platea di 2.000 persone . Nel frattempo il MovEM e gli attori Pierfrancesco Favino e Stefano Accorsi si impegnano a diramare un comunicato video sull’emergenza cultura destinato alla proiezione in tutte le sale cinematografiche italiane prima di ogni film.
 
Giovedi 22 luglio, in occasione della discussione della Finanziaria, si crea un presidio spontaneo del MovEM a Montecitorio
 
Venerdi 24 luglio alle ore 16 nuovo presidio a Montecitorio durante la riunione alla Camera dove sarà votato il maxi-emendamento che contiene anche i tagli al Fus. Molti gli esponenti dello spettacolo italiano presenti in aula, secondo quanto riporta l'Ansa: Mario Monicelli, Roberto Faenza, Cristina Comencini, Valerio Mastandrea, Elio Germano. Nel frattempo la notizia della protesta italiana varca i confini per raggiungere il Festival di Avignone e la Spagna attraverso il quotidiano El Pais.
 
La delegazione oltre al reintegro ha anche chiesto nuove regole, coerenti con i tempi e capaci di rendere più stabile il settore e di far passare la cultura e spettacolo dal capitolo spesa del bilancio dello Stato a quello dell'investimento. Lo scoglio duro è il Ministro Tremonti. Le ultime notizie sono incerte, ma il reintegro potrebbe far parte di un successivo emendamento in sede di bilancio, a settembre.
 
Si vocifera circa un reintegro di 40/60 mila euro.
 
la storia continua…
 
 
 
Per approfondire:
 

 

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