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luned, 29 maggio 2017 - 13:31
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ApprofondimentiTagli al FUS: se ne discute a Venezia

Prosegue la mobilitazione del mondo dello spettacolo per il reintegro del FUS. Mercoledì 2 settembre, alle ore 15,30, presso la Villa degli Autori a Venezia è previsto un incontro organizzato dal MovEm 09 - Movimento emergenza cultura spettacolo lavoro. Saranno presenti i rappresentanti di tutte le associazioni che hanno dato vita, nei mesi scorsi, alla protesta contro l'assenza di politica culturale del governo Berlusconi e i conseguenti tagli al Fondo Unico. Oggi il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, ha reso noto che il Presidente del Consiglio ha adottato un decreto, d’intesa con il ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, per l’assegnazione di sessanta milioni di euro a favore dello spettacolo. Solo parziale la soddisfazione di Anica ed Agis;


allo stato attuale infatti, secondo le stime di AGIS, per la sola sopravvivenza del settore sarebbero necessari almeno 700 milioni di euro.


L'appello di MovEm

Tagli, appiattimento culturale, emarginazione, repressione che limita le nostre libertà spesso non documentate da giornali asserviti al Governo in una marea di menzogne. Con questa impresa geniale di cancellazione delle nostre capacità creative, dei nostri mestieri, riescono ad ipnotizzare l’opinione pubblica.

Ascoltateci

Le politiche del governo italiano nel campo della conoscenza sono sempre più orientate verso la privatizzazione dei saperi e la mercificazione della cultura. Il mondo della creatività e della produzione culturale e artistica: Cinema, Teatro, Musica, Danza, Arti Visive, Letteratura e Televisione sono direttamente colpite non solo dai tagli economici ma anche dalla mancanza di leggi di sistema. Noi esigiamo leggi che siano garanzia di autonomia, libertà artistica e di espressione, pluralismo produttivo e culturale e garantiscano reali tutele e diritti per i lavoratori del settore. Leggi che riconoscano senza se e senza ma la funzione della trasmissione culturale e il valore della creatività in una società come quella italiana. Noi chiediamo alla stampa di tutto il mondo presente a Venezia di farsi portavoce della nostra battaglia di libertà e di civiltà. Contro tutti i processi di dispersione di professioni difficilmente riproducibili, contro la banalizzazione e l’involgarimento dei valori che sono in corso nel nostro Paese. L’investimento pubblico in cultura è essenziale: è arcinoto che l’Italia è agli ultimi posti tra i Paesi Europei con meno dello 0,3 del Pil. È importante sapere che se la Gran Bretagna investe per il cinema 277 milioni di sterline e la Francia ha elevato il proprio sostegno all’industria audiovisiva a 513 milioni e 620 mila euro, l’Italia ha destinato quest’anno all’attività cinematografica soltanto 69 milioni di euro.

Non è retorica ricordare che gran parte dei 250.000 lavoratori dello spettacolo sono già occasionali, privi di tutele e diritti, e quindi invisibili. Non è retorica asserire che un paese privato di cultura, ricerca, conoscenza e arte è un paese senza futuro.
 

Gli autori di cinema, di teatro e di televisione,
gli attori, i musicisti, i danzatori, gli scrittori, gli agenti
e tutti i lavoratori dello spettacolo, dell’arte visiva, della cultura,
della ricerca e dell’informazione
Movimento Emergenza Cultura Spettacolo Lavoro
Per saperne di più:

 

 

 

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