Registrati Ora!
Entra
Benvenuto su COORPI
mercoled, 29 marzo 2017 - 05:10
Condividi

ApprofondimentiSofferenze della danza torinese

Teatro Astra di TorinoTORINO. A dicembre si verificato un imbarazzante accavallamento nel mondo della danza torinese. Dal 9 al 12 la compagnia EgriBiancodanza celebrava i dieci anni alle Fonderie Limone. Dal 10 al 13 la compagnia Esperia celebrava i dieci anni al Teatro Astra. Dall’11 al 23 al Teatro Regio era in scena lo “Schiaccianoci”. Dal 16 al 19 alle Fonderie Limone c’ il Festival Afro, di solito a novembre ma costretto a spostarsi a dicembre. Dal 19 al 21 c’era la rassegna Insoliti.

Ha senso questo accavallamento? No che non lo ha. 
 

 E infatti i responsabili della EgriBianco e di Esperia hanno ammesso di essere stati costretti ad accettare le date offerte da chi gestisce i teatri (Lo Stabile alle Fonderie, la Fondazione Teatro Piemonte Europa all’Astra). O mangi la minestra o vai a ballare in un altro cortile. Del resto una situazione simile si verifica molto spesso, non una novit e risponde a una generale mancanza di rispetto per il pubblico. Se le compagnie non sono responsabili, chi distribuisce gli spazi certamente lo . E inoltre lo scambio velenoso di mail fra alcuni coreografi locali, partendo da una lodevole iniziativa di Coorpi, che ha infiammato a dicembre il web subalpino, un sintomo di disagio.

A Torino ci sono tre compagnie di danza contemporanea. Segno di vitalit creativa sabauda? C’ da augurarselo. Ogni compagnia vuole avere un teatro. Loredana Furno e il Balletto Teatro di Torino hanno avuto da Comune di Collegno e Regione la Lavanderia a Vapore (anche se ancora in piedi il contenzioso aperto da Susanna Egri che ha fatto ricorso al Tar e che le ha dato ragione). Paolo Mohovic e il Balletto dell’Esperia agiscono all’Astra che la Regione Piemonte ha dato alla Fondazione Teatro Piemonte Europa di Beppe Navello. Resta a piedi la EgriBiancodanza: recentemente Susanna Egri ha proposto una cordata con Nuccio Messina per la riapertura e la gestione del Piccolo Regio chiuso per mancanza di fondi. Ma non basta: ogni compagnia si sente in dovere di organizzare una stagione di ospitalit. Che serve. Perch l’ospitalit un mezzo di scambio per essere a propria volta invitati. Enti locali e Istituzioni, dalla Regione sino a Torinodanza, supportano e sostengono o almeno mettono la firma. Ma cos tutto si accavalla che un piacere e soprattutto ognuna di queste stagioni non ha pi di un nome di vero interesse: Karole Armitage alla Lavanderia a Vapore, Therry Malandain all’Astra, il Balletto di Toscana Jr con la Egribianco. Il resto si disperde in cose miserelle con i pochissimi soldi a disposizione. Cos, con il titolo classico del Regio da una parte, le cose di tendenza di Torinodanza o Interplay o l’Afro dall’altra, il centro resta vuoto. E Torino da tempo priva di compagnie importanti . Per fare i primi tre nomi che vengono in mente e girano i teatri del Nord: Aterballetto, Alonzo King o i Trockadero. Cio quei prodotti che soddisfano il grande pubblico ma non abbassano la guardia della qualit. Perch allora non distribuire meglio le risorse? Per esempio riunire la danza torinese in un solo teatro, una casa della danza, che regola il traffico, ospita e coproduce le compagnie torinesi (alcune comunque hanno soldi anche dal ministero), promuove economicamente la diffusione in Italia e all’estero, e poi organizza una stagione invernale di ospitalit come si deve? Illusorio? Forse, ma se gli enti pubblici non si lasciano tirare per la giacchetta e impongono una linea coerente, chi poi resta fuori lo fa a proprio rischio artistico e economico.
 
Sergio Trombetta
Fonte: Danza&Danza 

Prossimi Eventi

Eventi del sito

sabato 01-apr-2017
sabato 15-apr-2017