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venerd, 21 luglio 2017 - 18:34
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VarieSciopero generale - Lo spettacolo si ferma il 22 novembre

Palcoscenico vuotoLo spettacolo si ferma il 22 novembre. Uno sciopero generale unitario che “riguarder tutta la produzione culturale dello spettacolo” stato organizzato da SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL e vedr non solo la chiusura di cinema, teatri, ma anche lo stop di set di fiction e film.

A Torino  - Presidio dalle ore 9.00 in  Piazza Carignano.
La situazione nel mondo dello spettacolo “ molto grave e preoccupante” duro il giudizio del Segretario Nazionale SLC CGIL, Silvano Conti che tuttavia si dimostra soddisfatto perch “per la prima volta abbiamo anche la solidariet di associazioni come AGIS e ANICA” e si augura che la solidariet venga mostrata anche per quello che riguarda la tv, nelle dirette come quelle del 'Grande Fratello' e di 'Vieni via con me'.

Il dirigente sindacale spiega che se verranno ridotti i fondi FUS da 408 a 262 milioni: “chiuderemo, e la crisi non sar pi controllabile per cinema, prosa e musica”. Oltretutto per il cinema basterebbero 80 milioni di euro, poich non c' il rifinanziamento del tax credit e del tax shelter, senza le quali, spiega Conti “saremmo di fronte a una forte delocalizzazione, perch queste negli altri Paesi ci sono”. A questo proposito Conti ricorda come la delocalizzazione gi in atto, dal 2008 al 2010, abbia fatto perdere 155 mila giornate lavorative in Italia con un aumento da 20 mila a 80 mila di giornate lavorative all'estero. “Gli altri Paesi , che come noi affrontano la crisi - ricorda il Segretario Nazionale SLC -, hanno comunque dei punti strategici di investimento, istruzione, innovazione e ricerca, infrastruttura tecnologica e cultura. All'estero – prosegue - si investe in cultura l'1,5%, in  Italia lo 0,30% e si va verso lo 0,15%, eppure la creativit incide sul PIL del 2,8%”. 

Il dirigente sindacale non esita nel puntare il dito contro il Governo che si ostina a “non dare risposte adeguate alla produzione culturale e allo spettacolo”, in questo modo, secondo Conti, il paese rischia di gettare via la parte migliore di s creando, spiega il dirigente sindacale “una pesante disoccupazione in figure professionali (artistiche e tecniche) altamente qualificate e poco riproducibili”.

Inoltre, in un comunicato unitario SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL elencano le rivendicazioni dei settori dello spettacolo al governo: l'approvazione delle leggi quadro di sistema, dei settori dello spettacolo dal video e cine-audiovisivo; l'approvazione della legge sulla tutela sociale dei lavoratori del settore; riportare il FUS 2011 almeno al livello del 2008, ossia 450 milioni di euro; la conferma del rifinanziamento per il prossimo triennio degli incentivi fiscali gi esistenti (Tax Shelter e il Tax Credit) e l’attivazione di analoghi provvedimenti anche per lo Spettacolo dal vivo; la non delocalizzazione delle produzioni e per la strutturazione delle infrastrutture dell’Industria Cineaudiovisiva (teatri di posa etc..); la modifica del ddl cinema per riorganizzare risorse e incentivi volti a rilanciare l’intero Settore; i rinnovi dei contratti collettivi nazionali delle fondazioni lirico sinfoniche e dei teatri di prosa e della produzione cinematografica (troupe); l’apertura di un tavolo Ministeriale per concordare la possibilit di accedere alla attivazione di tutti gli strumenti di protezione sociale ( a partire dalle figure artistiche) e politiche di riemersione per i settori della Produzione Culturale e dello Spettacolo volti a tutelare i lavoratori stabili e precari del Settore e un tavolo interministeriale che coinvolga il Ministero dei beni e attivit culturali, dell’Economia, del Lavoro, e del Turismo e le Infrastrutture e attivit produttive, nonch l’ANCI e la Conferenza Stato-Regioni, finalizzato a concretizzare quelle necessarie sinergie e semplificazioni amministrative fondamentali per la riorganizzazione del Sistema.

Il 22 novembre verr inoltre organizzata una serata, in solidariet dello sciopero, dal maestro Zubin Mehta che insieme all'orchestra del Carlo Felice di Genova, il primo teatro materialmente colpito dai tagli, metter in scena l'unica esibizione autorizzata della giornata.

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