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mercoled, 23 agosto 2017 - 11:47
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ApprofondimentiPer una Carta dei Diritti e dei Doveri del Critico

Caludia Cannella presenta la Carta dei Diritti e dei Doveri del critico a BP2011ateatro BP2011 Una buona pratica in progress
di Claudia Cannella e la redazione di “Hystrio”

Il decalogo verr ubblicato su hystrio 2.2011 in uscita ad aprile. Si raccolgono adesioni

 
La nostra una Buona Pratica in progress. Nel senso che, da una parte vogliamo dare una forma scritta a ci che in modo istintivo, confuso e contraddittorio abbiamo cercato di essere in questi anni. Dall’altra, sappiamo perfettamente che, oggi pi che mai, cercare di stabilire delle regole e rispettarle azione guardata con sarcastico spregio, lotta quotidiana, rifiutarsi di aderire alla massima “se lo fa Lui, lo posso fare anch’io”. 


Vogliamo parlare della Critica teatrale, di chi la fa e di come viene fatta. Di come, prima di lamentarci degli spazi che si riducono, dell’ignoranza e del qualunquismo dei caporedattori e dell’indifferenza dei media, sia necessario capire perch contiamo cos poco, quale dovrebbe essere il nostro mestiere, per chi scriviamo e, soprattutto, come vorremmo essere per non assomigliare a chi non ci piace, a chi ha avuto e continua ad avere forti responsabilit etiche e morali riguardo la decadenza della nostra professione. 

Crediamo che il nostro lavoro debba essere innanzi tutto un servizio nei confronti del lettore-spettatore e degli artisti e che sia necessario un ascolto costante, per trovare il giusto punto di equilibrio tra il distacco critico e la partecipazione alla comunit teatrale. Ma una partecipazione non gerarchica, perch ora di smetterla di pensare che siamo i padrini e i padroni degli artisti. Gli artisti non sono di nessuno e non esiste un diritto di primo sguardo su di loro. Vorremmo semplicemente avere il diritto, il dovere, il fine del contagio, ossia di riuscire a trasmettere l’amore per il teatro raccontandone magie e bellezze, ma anche limiti e cialtronerie. Perch insieme alla passione, nasca e si sviluppi quello spirito critico e autocritico di cui tanto si sente la mancanza nella societ italiana. E non solo a teatro. 

Per tutte queste ragioni, come rivista Hystrio, abbiamo pensato che la nostra Buona Pratica era mettere nero su bianco come vorremmo poter esercitare al meglio il nostro mestiere, definendo diritti e doveri, e respingendo le continue deroghe alla deontologia professionale, deroghe a cui non vogliamo pi assistere in modo passivo o, peggio, con quell’infdo spirito assolutorio che ci fa sentire tutti sulla stessa barca. No, noi da anni ci sentiamo su un’altra barca e cerchiamo quotidianamente una rotta diversa. Ma navigare a vista, per quanto molto poetico, lascia spazio ad ambiguit e approssimazioni. Perci, senza voler essere draconiani, abbiamo voluto disegnare una carta, una “Carta dei diritti e dei doveri del critico”, nata assemblando i pensieri e le urgenze di chi lavora all’interno della direzione e della redazione di “Hystrio” e di chi ci collabora. Ma una Carta volutamente aperta, passibile di modifiche e di aggiunte: per questa ragione l’abbiamo definita una Buona Pratica in progress. La pubblicheremo sul numero della rivista in uscita ad aprile, che conterr un dossier giustappunto dedicato allo stato della critica in Italia. Nel frattempo ve la leggiamo: 

DIRITTI DOVERI Il diritto di scrivere in piena libert ma il dovere di argomentare, senza presunzioni aprioristiche di saperi e competenze, pesando le parole ma usando parole pesanti quando necessario. Il diritto di scegliere ma il dovere di andare a vedere di tutto Il diritto di “sporcarsi le mani”, di mettersi alla prova nelle diverse professioni del teatro, di avere amici e amanti in scena o dietro le quinte ma il dovere di non recensire spettacoli in cui si coinvolti a vario titolo (se ci sono in scena amici, parenti, amanti; se si tradotto il testo; se il proprio lavoro si spostato in settori contigui come direzione/lavoro in festival, ufficio stampa, organizzazione, distribuzione...). Il diritto di non essere sempre reperibili e di pretendere professionalit, efficienza e senso dell’opportunit dagli uffici stampa ma il dovere di non essere mai scortesi. Il diritto di farsi viziare da teatri, festival e operatori... ma il dovere di non pretenderlo, di non abusarne, di ringraziare sempre e di non comportarsi come in villeggiatura. Il diritto di essere soggettivi e di difendere i propri gusti ma il dovere di leggere tutte le sere due spettacoli: quello che si svolge davanti ai nostri occhi e quello che si svolge accanto a noi, in platea, domandandoci sempre: “Consiglierei questo spettacolo a un amico che non si occupa di teatro?” Il diritto di addormentarsi e di andare via all’intervallo ma il dovere di non russare e, se si deve poi recensire, di restare svegli e di rimanere fino alla fine. Il diritto di manifestare le proprie emozioni ma il dovere di non eccedere. Il diritto di scrivere con il proprio stile ma il dovere di chiedersi per quale tipo di lettore si stia scrivendo, di evitare autoreferenzialit e autocompiacimento, rimanendo intellegibili e ricordandosi che il confronto passa attraverso la comprensione, non solo dei propri colleghi. Il diritto di dormirci sopra una notte prima di esprimere un giudizio ma il dovere poi di esprimerlo.

Paola Abenavoli 
Nicola Arrigoni 
Sandro Avanzo 
Laura Bevione 
Fabrizio Caleffi 
Albarosa Camaldo 
Claudia Cannella 
Davide Carnevali 
Sara Chiappori 
Tommaso Chimenti 
Giorgio Finamore 
Renzo Francabandera 
Pierfrancesco Giannangeli 
Katia Ippaso 
Margherita Laera 
Giuseppe Liotta 
Stefania Maraucci 
Gianni Poli 
Andrea Porcheddu 
Valeria Ravera 
Domenico Rigotti 
Roberto Rizzente 
Francesco Tei 
Pino Tierno 
Nicola Viesti 
Diego Vincenti 

Il decalogo verr ubblicato su hystrio 2.2011 in uscita ad aprile. Si raccolgono adesioni

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