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sabato, 29 aprile 2017 - 15:33
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Conferenze e ConvegniBuone Pratiche...Del Buon Governo del Teatro

Buon GovernoLa nona edizione delle Buone Pratiche del Teatro si terr il 9 febbraio 2013 dalle 9.30 alle 18.30 a Firenze, capoluogo di una Regione dal ricchissimo tessuto teatrale.
L’iniziativa raccoglie dal 2004 a scadenza annuale centinaia di teatranti, politici, amministratori, studiosi e studenti, per quelli che la stampa ha definito “gli Stati Generali del teatro italiano”.
Per questa edizione, dopo gli incontri preparatori di Ravenna (18 gennaio, “Verso l’Europa”) e Catania (26 gennaio, “Verso Sud”), il tema scelto dai due curatori, Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino, “Del Buon Governo del Teatro”.
Il nostro sistema teatrale si costruito nel corso degli anni, trovando punti d’equilibrio tra finalit e interessi diversi, ma si progressivamente cristallizzato, ostacolando l’emergere di nuove modalit e rallentando il necessario ricambio generazionale. Si sono cos stratificati anche sprechi e inefficienze. Come sta accadendo per altri settori, il Governo Monti ha operato una serie di scelte “tecniche”, che per avranno un profondo impatto sul settore:


 la nuova legislazione sul lavoro, l’abolizione delle Commissioni Ministeriali, il riequilibrio delle competenze tra Stato e Regioni dopo la stagione del federalismo, solo per fare qualche esempio. Continua infine a crescere l’importanza dell’Unione Europea, anche per quanto riguarda lo sviluppo culturale. Si avverte ancora pi urgente la necessit di ridisegnare gli assetti, reinventare forme, ricreare un sistema condiviso di regole: tentare di immaginare un buon governo del teatro.

Verranno dunque discussi alcuni nodi problematici del sistema teatrale italiano e diverse realt presenteranno le loro Buone Pratiche, ovvero le soluzioni che hanno escogitato per affrontare una situazione in continuo movimento, che pone sfide sempre nuove. Sar anche rilanciata la parola d’ordine dell’1% della spesa pubblica alla cultura, che nel 2005 fu al centro della seconda edizione delle Buone Pratiche, a Mira (Ve) e che oggi diverse organizzazioni cercano di inserire nell’agenda di questa campagna elettorale.

Questa edizione delle Buone Pratiche del Teatro dedicata a Massimo Castri e Renato Nicolini.

La partecipazione alle Buone Pratiche del Teatro libera e gratuita (fino a esaurimento posti): sufficiente inviare una mail a buonepraticheteatro@gmail.com

Sito web: www.ateatro.it
Diretta streaming: www.studio28.tv
Facebook: www.facebook.com/ateatro
Twitter: #bp2013


#BP2013 DEL BUON GOVERNO DEL TEATRO
a cura di Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Dopo il saluto iniziale di Beatrice Magnolfi (Fondazione Toscana Spettacolo), l’edizione 2013 delle Buone Pratiche prevede un intenso programma, con le incursioni a sorpresa di Paolo Rossi e Giuliano Scabia.

Prologo
Report dagli incontri preparatori di Ravenna (18 gennaio 2013, Verso l’Europa) e Catania (26 gennaio, Verso Sud).

1. Economia della cultura e buon governo del teatro
Coordina Giulio Stumpo.
Intervengono, tra gli altri, Lucio Argno (Universit Cattolica, Milano), Fabrizio Arosio (Istat), Roberto Calari (Legacoop, Bologna), On. Emilia De Biasi (PD, Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, XVI Legislatura), Michele Trimarchi (economista).

Il ruolo centrale della cultura come fattore di crescita civile e di sviluppo economico pare ormai diventato una convinzione diffusa: tuttavia ripetere che “La cultura salver l’Italia” rischia di creare un luogo comune, in assenza di scelte politiche conseguenti. La crisi economica limita risorse e ambizioni. I finanziamenti alla cultura, pubblici e privati, continuano a diminuire. Il lavoro, quando c', sempre pi precario. L’investimento in cultura (in Italia ma anche negli altri paesi europei e nel bilancio comunitario) rischia di essere subordinato a fattori esterni: le ricadute sul sociale, sul turismo, sull’occupazione, sull’istruzione, come "motore" o "moltiplicatore" dello sviluppo... Non basta pi razionalizzare i costi, e nemmeno fare rete (anche se indispensabile). Ma la contrazione delle risorse pubbliche inevitabile? E pu essere guidata da strategie consapevoli, piani organici, visioni politiche? Ed realistico l’obiettivo di sensibilizzare il “privato”? O l’unica alternativa fare di pi con meno? Qualcuno ci ha provato, e ci riuscito: forse ha trovato il segreto della decrescita felice...
Il punto di partenza deve essere la consapevolezza dell'economia “reale” della cultura e dello spettacolo. Salvaguardando per l’autonomia della cultura.

2. I processi di selezione: nomine, progetti, bandi e bandomania
Coordina Giovanna Marinelli.
Intervengono, tra gli altri, Stefano Boeri (Assessore Cultura, Moda e Design, Comune di Milano), Marco Cacciola (attore), Ilaria Fabbri (Regione Toscana), Alessandro Hynna (Universit di Tor Vergata, Roma), Renato Palazzi (Il Sole 24 Ore).

Nel paese della lottizzazione (prima) e della casta (poi), i meccanismi di selezione e ricambio generazionale si sono inceppati (e imputriditi). Anche nel teatro. Rispetto alla cooptazione o al clientelismo, lo strumento del bando pubblico dovrebbe premiare il merito e garantire la trasparenza. Ma non tutto oro quel che luccica. Per fare un bando che funzioni davvero (ne abbiamo parlato nelle BP di Torino), non bastano l’onest e le migliori intenzioni: serve anche competenza. Per il successo di un bando (e per la sua corretta stesura) sono infatti necessari diversi elementi: una visione e obiettivi politici chiari (e realizzabili); un processo di valutazione efficace e verificabile dei candidati e dei progetti; infine un meccanismo di valutazione in corso d’opera e a posteriori, su obiettivi e risultati. Insomma, anche su questo versante ci sono buone e cattive pratiche... Il bando non pu essere l’alibi, o la soluzione di tutti i mali.
La necessit di ricambio e selezione riguarda tutto il settore, ma in primo luogo le istituzioni e i teatri pubblici; e (a monte) presuppone la ridefinizione delle missioni e delle funzioni. Ma su questo terreno non pare accadere nulla. E non sempre alle minori risorse corrispondono coerenti pratiche di sobriet, sia sul versante dell’attivit sia sul versante dei compensi.

3. La qualit della programmazione e la distribuzione
Intervengono tra gli altri Elio De Capitani (Elfo-Puccini), Marco Giorgetti (Teatro della Pergola), Carmelo Grassi (Teatro Pubblico Pugliese), Andrea Nanni (Armunia), Gilberto Santini (Amat).
A seguire le Buone Pratiche della programmazione e della distribuzione.

Uno dei colli di bottiglia del sistema teatrale italiano la qualit della programmazione dei teatri. Ci sono bravi assessori e bravi amministratori, per fortuna; ma troppo spesso i teatri e le sale comunali (e le piazze) sono affidate alla buona volont di qualche funzionario pubblico, e alla ricerca del facile consenso da parte dell’assessore di turno: ecco allora proliferare i sottoprodotti cinematografici o televisivi, e gli pseudo-eventi che si consumano tra anticipazioni, interviste alla star di turno, con annessa photo opportunity per il politico locale.
Da decenni ormai molte delle proposte pi stimolanti e originali emergono al di fuori della rete delle sale e dell’offerta tradizionali (i cartelloni teatrali), a discapito dell’aggiornamento degli spettatori, di una corretta distribuzione delle risorse, della valorizzazione dei talenti.
importante che esistano e funzionino punti di riferimento per la distribuzione: spazi – ma anche stagioni e progetti all’interno di teatri “abitati” – svincolati dalle dinamiche vincolanti conseguenti alla produzione. importante riflettere sull’attuale assetto del sistema distributivo pubblico e sulle modalit di una possibile evoluzione dei circuiti e dei teatri comunali. importante infine valorizzare, qualificare (e esigere) figure qualificate di programmatori: persone aperte e curiose, con competenze multiformi, culturali, critiche, organizzative.

QUESTION TIME: Salvatore Nastasi (MIBAC).

4. La formazione del pubblico e il marketing teatrale

Intervengono, tra gli altri, Lorenzo Carni (Atir), Patrizia Coletta (Fondazione Toscana Spettacolo), Lanfranco Li Cauli (Piccolo Teatro, Milano), Andrea Rebaglio e Alessandra Valerio (Fondazione Cariplo), Gianfranco Pedull (Festival Teatro in Carcere).

A seguire le Buone Pratiche della formazione del pubblico e del marketing.

Un teatro pu funzionare solo se ha un suo pubblico. Che cosa stato fatto, che cosa viene fatto in questa direzione?
Il sospetto che in questa direzione il nostro teatro non faccia abbastanza, e che lo spettatore spesso resti ai margini dei pensieri dei teatranti. una scelta autolesionista, soprattutto perch il contesto in rapida mutazione. L’avvento della rete 2.0 sta cambiando l’equilibrio tra i diversi media, esalta la liveness (il grande atout del teatro), cambia il modo di promuovere i consumi culturali. Il teatro 2.0 punta a un diverso coinvolgimento del pubblico, e a una diversa concezione del “qui e ora”.

inoltre prevista la partecipazione di rappresentanti dei teatri occupati e di Cresco.
Altre info e aggionamenti sul sito www.ateatro.it

Per ulteriori informazioni

Ufficio Stampa - Fondazione Toscana Spettacolo - 055 219851

Segreteria: Anna Chiara Altieri 334 3994160

Per iscrizioni: buonepraticheteatro@gmail.com

info@ateatro.it
Mimma Gallina 335 8100193
Oliviero Ponte di Pino 348 7813677
 

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