Prossimo Evento

Differenti Sensazioni XXIII

Inizio: mer set 15, 2010, 21:00
Fine: sab set 18, 2010, 23:00
Località:
Clicca Qui
21:00:00
Corso Del Piazzo, 25
Biella

image

 DIFFERENTI SENSAZIONI XXIII

festival internazionale delle arti
15 > 18 settembre 2010
Palazzo Ferrero - Biella
 
La XXIII edizione del Festival Internazionale delle Arti “Differenti Sensazioni”, ideato e diretto da Officine CAOS in collaborazione con Stalker Teatro, si svolgerà dal 15 al 18 settembre 2010 a Biella, nel prestigioso Palazzo Ferrero, sito nel borgo storico del Piazzo, centro culturale della città.
 
Inserita nella rete dei festival di Piemonte dal Vivo, la manifestazione è articolata come di consueto in serate multiple: quattro “percorsi spettacolari” che accostano lavori di ricerca, teatro, danza e musica per un totale di dodici interventi, per offrire uno sguardo variegato sulle nuove tendenze dell’arte performativa italiana e internazionale. Ogni percorso poi, obbedendo a quella che negli anni è diventata una tradizione del festival, si concluderà con un momento conviviale: cibi, musica e bevande per riunire gli artisti e il pubblico, vero co-protagonista della serata.
 
 
 
 
BIGLIETTI:
€ 7 intero, € 5 ridotto
 
 
 
 
 
PROGRAMMA
 
MERCOLEDÌ 15
 
a partire dalle ore 21.00
 
 
DI UNA SPECIE CATTIVA
di TEATRO REBIS (macerata)
 
Di una specie cattiva è un poema lirico per movimenti lunari e voce ricomposta, ispirato all’universo poetico di Sylvia Plath, e soprattutto al rapporto “squilibrato”, ferocemente sincero che la poetessa americana “sopportava” con la propria vita, e in particolare con la propria maternità.
La scena è occupata da una figura, una nudità a cui sono state tolte tutte le connotazioni sessuali, un soggetto più che un personaggio, che si staglia nella campitura di un buio onnivoro, ambiguo. La voce dell’attrice non è mai contemporanea all’azione, proviene da uno spazio-tempo altro, alterato da una distanza immaginifica provocata dal pensiero poetico.
“Di una specie cattiva” è chi non fa finta di niente: di odiare appassionatamente i propri figli, di ripugnare la vita, di perdere contatto con se stessi. Questo tipo di fragilità esposta come una ferita scoperta incute timore, sa di mostruosità, crea distanza. Eppure in questa distanza si percepisce una sorta di assonanza sbilenca: una glacialità complice.
 
Regia Andrea Fazzini
Con Silvia Sassetti
Voci: Giulio Carinelli, Silvia Sassetti
Pre-Testo Eleonora Sarti
Scenografia Nicola Bruschi
Musiche Paolo Marzocchi, Gianluca Gentili
Disegno luci Marcello D’agostino
Collaborazione coreografica Yumiko Yoshioka
Elaborazioni sonore Stefano Sasso
Fonica Andrea Lambertucci
Montaggio video Marco Di Cosmo
Supporto tecnico Stefano Giaroni
Costumi Massimo Eleonori
Ombre Meri Bracalente, Lorenzo Pennacchietti
 
 
 
UNA TERZA COSA
di OPIFICIODELLARTE | MAIORINO (italia/olanda)
 
Opificiodellarte, centro di formazione artistica, promuove una performance a cura di una grande interprete internazionale, quale Gabriella Maiorino.
L’artista, già nota al pubblico biellese per la partecipazione a varie edizioni del festival “Differenti Sensazioni”, sarà questa volta il collante di una performance nata dalla volontà di convogliare in un atto performativo di gruppo, sul tema della relazione, una grande energia scaturita dalla collaborazione di varie forze artistiche presenti sul territorio. L’idea nasce in seguito alla realizzazione di alcuni workshop con studenti e danzatori tenuti presso Opificiodellarte.
Il movimento di relazione è l'atto creativo per eccellenza, perché è quello che da vita ad “una terza cosa", inesistente, potenziale, ma ancora mancante.
Di che tipo di relazioni viviamo, qual’è il linguaggio-specialmente corporeo- di esse, di quelle che osserviamo, che ci circondano, di cui ci nutriamo quotidianamente?
Una terza cosa è un progetto che ricerca nei corpi e nelle emozioni dei performer la possibilità di osservare e trasformare i nostri stati quotidiani, le azioni e i pensieri che ci accompagnano ogni volta che entriamo in relazione.
 
Coreografia: Gabriella Maiorino
In collaborazione con Gigi Piana
Tra i performer partecipano: Luisella Campesan, Marta Ciappina, Stefano Cristofanello, Ester Fogliano, Chiara Marchi, Claudia Squintone
Musiche: Andrea Beccaro e Riccardo Ruggeri
Produzione: Opificiodellarte e Stalker Teatro
 
 
 
Virus
di CAPOTRAVE (arezzo)
 
Due case, due spazi sventrati, rotti, rugginosi. Dentro ciascuna un personaggio, illuminato da piccole luci. Il racconto segue l’evolversi di una minaccia, che si fa sempre più concreta. Una grande lavagna di ardesia viene continuamente aggiornata con le cifre della malattia che incombe dalla città di sopra, in un’altalena emotiva tra la speranza di fermare il dolore e gli insuccessi di ogni strategia.
“Nulla è meno spettacolare d’un flagello e, per la loro stessa durata, le grandi sciagure sono monotone”
dice Camus ne La Peste. Uno spettacolo sul male, quindi, fallirebbe a mostrare morti, urla, disperazione e appestati. Uno spettacolo sul male deve parlare degli atteggiamenti che in ogni momento l’uomo deve, o dovrebbe avere, prima che sia troppo tardi.
Virus è uno spettacolo arrabbiato, politico. È uno spettacolo sulla responsabilità, dedicato a un paese, il nostro, che sembra innamorato della propria incoscienza.
 
Ideazione, drammaturgia e scena: Lucia Franchi e Luca Ricci
Regia Luca Ricci
Collaborazione alla drammaturgia e azione: Simone Faloppa e Pietro Naglieri
Realizzazione scena: Luca Giovagnoli e Stefan Schweitzer
Oggetti plastici: Katia Titolo
Ambiente sonoro: Fabrizio Spera
 
Spettacolo realizzato con il sostegno di: Rialto Santambrogio di Roma, Teatro Comunale “G. Papini” di Pieve Santo Stefano(Ar), L’Arboreto / Teatro Dimora di Mondaino (Rn), Teatro Furio Camillo, Teatro di Anghiari.
 
 
 
 
GIOVEDÌ 16
 
a partire dalle ore 21.00
 
 
KATASTROPHÊ (work in progress)
di Agrupación Señor Serrano(spagna)
 
Quando si parla di catastrofe si intende comunemente un movimento brutale di origine umana o naturale che ha come conseguenza la morte e la distruzione su vasta scala.     
In Katastrophê la compagnia spagnola Señor Serrano indaga il concetto di catastrofe, approfondendone la storia e le implicazioni sociali, psicologiche, filosofiche.       
«Pensiamo che le catastrofi siano una delle chiavi per interpretare l’uomo moderno – scrive la compagnia -  le sue glorie, le sue pene, i bisogni, le paure e le speranze. Ci interessa la catastrofe perché l’uomo moderno ne ha ricondotto il significato a quello di disastro, lasciando comodamente da parte le connotazioni di responsabilità e conseguenza che aveva il concetto originale, sentendosi quindi solo vittima di essa, ma mai responsabile. Ci interessa la catastrofe perché nell’uomo moderno essa risveglia due tipi di risposta emozionale -la vergogna e la virtù - che ci portano ad agire nei confronti degli altri attraverso gli atteggiamenti più estremi di cui siamo capaci: la solidarietà e l’abuso».
Idea originale, regia e performance: Àlex Serrano, Diego Anido, Martí Sánchez Fibla e Pau Palacios.
Produttore esecutivo: Barbara Bloin.
Una produzione dell’Agrupación Señor Serrano.
Con la collaborazione del Centre National des Écritures du Spectacle di Avignon (Francia).
 
 
 
PARTI OSCURE
di SALAMANDER (savona)
 
Ma, come il lettore sa, era una storia che nessuno la conosceva tutta; e per Lucia stessa c’eran delle parti oscure, inesplicabili affatto…
I Promessi Sposi, capitolo XXIV
 
Se avete letto anche solo un po’ di fretta uno dei capitoli centrali dei Promessi Sposi, Marta ve la siete persa senz’altro: è citata solo tre volte, e poi scompare. Ma, e qui sta il cuore del nostro piccolo enigma, Marta è l’unica che ha un nome proprio in un luogo dove non ce l’ha nessuno: nel castello dell’innominato Solo per Marta l’autore fa un’eccezione. Perché?
Un giocoso omaggio ad Alessandro Manzoni diventa il pretesto per raccontare con ironia le speranze e le illusioni di un’attrice in cerca del ruolo della vita, quello in grado di dare una svolta alla sua carriera.
Luci, musica, pubblico, scene, tutto è pronto, e anche Marta, dietro le quinte, lo è. C’è solo un problema. Marta è un personaggio secondario, ma nessuno glielo ha detto…
 
Scritto e diretto da Marco Ghelardi
Con Mariella Speranza
Scene e costumi: Lorenza Gioberti
Assistente alla regia: Simona Schito
 
 
 
…le tenere lagrime, gli abbracciari e gli onesti baci
di L’ESTEMPORANEO (biella)
 
“…le tenere lagrime, gli abbracciari e gli onesti baci”
(Boccaccio Dec. II,5)
 
Espressione d’affetto. Incontro. Ricerca di protezione. Consolazione. Effusione romantica. Fiducia. Gioia. Fusione. Comunicazione. Necessità. Saluto. Desiderio di accogliere. Condivisione.
L’abbraccio è tutto questo, nelle sue mutevoli sfaccettature, attraverso gli stati emotivi e istintivi che lo generano. È un atto spontaneo e naturale, una risposta a tanti bisogni, un contatto e un combaciare necessari.
Una tematica molto intrigante per tanti artisti, da Klee a Picasso, da Klimt a Schiele. Un tema molto caro al coreografo Stefano Aggio che lo sviscera attraverso il proprio linguaggio contemporaneo caratterizzato, in questa performance, dalla contaminazione fra danza contemporanea e tango argentino.
 
Coreografia: Stefano Aggio
Danzatori: Stefania Vannucci e Stefano Aggio
Scene: Stefano Campra
in collaborazione con L’arabesque di Paola Olivero
 
 
 
 
VENERDÌ 17
 
a partire dalle ore 21.00
 
 
ANABASI
di FABER TEATER (chivasso)
 
Era ormai mezzogiorno e i nemici non erano ancora in vista.
Quando era pomeriggio, apparve in lontananza un turbinio di polvere simile a una nube bianca che poi, a distanza di tempo, prese l’aspetto di un qualcosa di nero, nella piana, per grande tratto. Man mano che si avvicinavano, il bronzo cominciò ben presto a scintillare e si potevano distinguere armi e schiere.
Senofonte, Anabasi.
 
Una parata. Una partitura scenica in movimento per sei percussionisti ed attore solo. Un viaggio fisico e sonoro all’inseguimento di una traccia, un profumo che uno strano essere, uomo o donna, lascia dietro sé. Lo spettacolo narra per suggestioni visive e suoni il viaggio, la battaglia, il tradimento.
Lo spettacolo itinerante trasforma le strade in una rincorsa tra eserciti nemici. E pian piano la città cambia faccia, prestandosi alla sua nuova funzione di scenografia del teatro.
 
Regia: Aldo Pasquero, Giuseppe Morrone
Con Carlo Bellavia, Fabio Santoro, Giuseppe Lombardo, Manuele Incerpi, Marco Cagna, Matteo Brusasca, Sebastiano Amadio, Simone Bosco
Musica e coreografie: Simone Bosco
Costumi: Marta Tibi
Produzione: Faber Teater e Nometronome
 
 
 
IL FRATELLO MAGGIORE
di IL BARRITO DEGLI ANGELI (torino)
Una stanza squallida, un grande schermo, un uomo abbrutito dalla Vecchia Romagna e dalle metanfetamine. Un kapo contemporaneo, volgare e aggressivo, che cambia la storia, cancella canzoni, denuncia liberi cittadini e si diverte a surfare in rete tra siti di escort e social network.
Il mito del grande fratello reinterpretato in chiave ironico/grottesca, a metà strada tra Orwell e il format televisivo.
 
Progetto e regia Fabrizio Galatea
Con Ettore Scarpa
Scenografia Carola Benedetti
Spettacolo sostenuto dal Sistema Teatro / Città di Torino
 
 
 
MaxDuo Feat
Dany Labana Martinez (italia/cuba)
 

Massimo Serra alla batteria e Max Tempia all’organo Hammond, compongono il MaxDuo che nasce nel 1990, in piena “era elettrica” fatta di sequenze e drum machine. Oggi, dopo 20 anni e una maturità artistica acquisita, MaxDuo ritorna alle origini con sonorità tradizionali quali la batteria acustica e l’hammond per ritrovare l’essenza del jazz contaminata dai percorsi musicali vissuti. Il recente album Alter Ego 2.1, edito da Splasc(h) Records , contiene degli standard jazz e dei brani originali che esaltano le caratteristiche del duo definite “esplosive” dalle più importanti riviste specializzate. Max Duo è una formazione consolidata che unisce il jazz tradizionale a un linguaggio più moderno e creativo per valorizzare la personalità dei musicisti.

 
Dany "Labana" Martinez, chitarrista cubano da L'Avana, è stato molti anni in Italia dove ha suonato con i più importanti jazzisti. Attualmente vive in Germania e dal 2006 porta in giro il suo progetto solista. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive tedesche come Band leader e come direttore musicale al fianco di Lou Bega.
 
Chitarra: Dany "Labana" Martinez
Batteria: Massimo Serra
Organo hammond: Max Tempia
 
 
SABATO 18
 
a partire dalle ore 21.00
 
 
NIJI
di TECNOLOGIA FILOSOFICA (torino)
 
Niji in cinese antico, significa riconoscere il tempo: è l’istante in cui decidiamo, è l’hic et nunc.
In Niji si dilata un piccolo mondo che, a partire dall’interiore, esplora la dimensione universale del tempo e delle sue metamorfosi.    
Una grande maschera ovoidale contiene e schiude, a poco a poco, il mistero del tempo: in essa, sogni, idee filosofiche, ricordi d’infanzia e stati emozionali prendono forma nel corpo in movimento e sono portati in scena attraverso i segni di una danza ipnotica. 
L’artista osserva se stessa in rapporto con il tempo, riconoscendo le trasformazioni di una personalità plasmata dai giorni. Lo spettatore è accompagnato in un viaggio onirico verso il superamento in cui il lento, delicato ma continuo processo che va dall’utero materno alla nascita conduce alla morte e alla successiva rinascita, passando in rassegna il giudizio, le paure, gli egoismi, i fallimenti e le vittorie che, per ironia della sorte, capita di incontrare in quell’unico sensibile percorso chiamato vita.
Di e con Francesca Cinalli
Musiche: Paolo De Santis
Sguardo esterno: Doriana Crema
Luci: Martino Cipriani
 
 
 
estratto da Ecce robot!  cronaca di un’invasione
di AMNESIA VIVACE / CONSORZIO UBUSETTETE (roma)
 
«Ero bambino, tra gli anni ’70 e gli anni ’80, quando arrivarono in Italia i primi cartoni animati giapponesi. Era l'Italia delle stragi, del rapimento di Aldo Moro, delle Brigate Rosse e dell'ascesa di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni, ma questo io non lo sapevo ancora. Ignaro di trovarmi nel bel mezzo degli anni di piombo, vivevo l'infanzia tra robot d'acciaio».
Ispirato liberamente all’opera di Go Nagai (Jeeg Robot, Goldrake, Mazinga) lo spettacolo è il divertito ed autocritico racconto di una generazione cresciuta davanti alla Tv.
«Fra i personaggi di cui credo che sentiremo parlare sempre più spesso in un prossimo futuro c’è il trentunenne Daniele Timpano. – scrive Renato Palazzi - Nella buffa trattazione si insinuano acri umori autobiografici, ribolle un’intelligenza aguzza che penetra come una trivella nella sensibilità dello spettatore».
 
Drammaturgia, regia, interpretazione: Daniele Timpano
Ispirata liberamente all’opera di Go Nagai
Musiche originali: Michela Gentilie Natale Romolo
ispirate liberamente all’originale colonna sonora di Michiaki Watanabe
Disegno luci e voce narrante: Marco Fumarola
Registrazioni audio effettuate presso il Rialto Santambrogio di Roma
Montaggio audio: Lorenzo Letizia
Editing e missaggio: Marzio Venuti Mazzi
Aiuto regia: Valentina Cannizzaro e Marco Fumarola
Produzione: amnesiA vivacE
in collaborazione con Armunia Festival Costa degli Etruschi eConsorzio Ubusettete 
 
 
 
Tango Residence Permite
di SANUCCI/MULLER (argentina/olanda)
 
La ricerca artistica di Ezequiel Sanucci e Lydia Müller si basa sulla fusione fra il tango argentino e la danza contemporanea, e sulla loro contaminazione con la recitazione e la video arte. Il risultato è un nuovo modo di ballare il tango, che utilizza la recitazione per focalizzare emozioni poi trasferite nei corpi dei ballerini.           
Tango Residence Permite è la storia di un amore interculturale: quello tra Brigitte, bella, razionale e pragmatica musicista tedesca, e Cacho, caotico, impulsivo e passionale argentino, immigrato clandestinamente in Europa. Ad Amsterdam i due intrecciano una relazione traboccante di conflitti, amore e tango…
 
Coreografia e testi: Ezequiel Sanucci
Danzatori: Ezequiel Sanucci and Lydia Müller
Video: Rodolfo Vejar
Musica: several composers
Coach: Claudia Kratzheller
Adviseur: Sabine Linz
Produzione: Dansmakers Amsterdam.
Si ringrazia: Academia de Tango in Amsterdam.
info www.ezequielsanucci.com
 

CONTATTI:
officine caos| stalker teatro
info@stalkerteatro.net
www.stalkerteatro.net
t. +39.011.7399833
 

Torna alla lista eventi

Conversazioni

Facebook

Altri articoli

giovedì 19-gen-2012


lunedì 19-dic-2011

Immagini - Video

Migrazioni - Foto Pier Camarda
Guarda tutto l'Album