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 PIATTAFORMA DANZA, SÍ GRAZIE, PERӅ
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Da: Cristiana Candellero (offline)  venerdì, 07 dicembre 2012 - 11:02 (Read 1345 times)  
Cristiana Candellero

PIATTAFORMA DANZA, SÍ GRAZIE,
PERӅ

Che l’Italia torni a organizzare una Piattaforma Danza dopo 14 anni, e lo faccia cercando di
correggere le mancanze emerse nel numero zero dell’anno scorso a Torino, è positivo.
L’edizione di Brindisi e Lecce, tenutasi dal 22 al 24 novembre scorsi, ha beneficiato di un percorso
di selezione trasparente che però, per alcuni inutili burocratismi nelle regole d’accesso ha escluso
dalla partecipazione alcuni giovani coreografi, tra i più promettenti. Ma sono errori che si possono
correggere. Ed è stata buona l’organizzazione dell’evento e confacente la risposta di pubblico.
Ci si domanda se con 360.000 euro (100mila di risorse ministeriali e 260mila regionali, delle quali
200mila di fondi europei) non si sarebbero potuti almeno pagare i cachet agli artisti invece che
rimborsarli di soli 180 euro per ogni persona coinvolta, comprensivi delle spese di viaggio. Nelle
intenzioni annunciate le economie sarebbero dovute servite a garantire la presenza degli operatori
alla piattaforma, soprattutto quelli stranieri. Peccato che tra gli 83 operatori accreditati molti non
fossero veri compratori ma relatori dei vari convegni e che gli stranieri non fossero neanche 15. Se
dobbiamo pagare con soldi pubblici l’alloggio dei soliti operatori italiani che hanno già visto buona
parte degli spettacoli in programma, ecco, qualche dubbio sull’utilità della manifestazione viene…
E poi sono lasciano perplessi le conclusioni dei dibattiti di politica culturale che si sono
accompagnati alla Piattaforma.
Si è detto che nei nuovi Decreti Ministeriali si aboliranno gli Enti di Promozione, e di questo
nessuno si lamenterà. Si è detto che si aggiungeranno le Residenze tra le nuove realtà finanziate: va
benissimo, anche se forse occorrerebbe definire cosa intendiamo per Residenze, perché con questo
nome ormai si indica tutto e il suo contrario. Ma le perplessità più forti emergono dalla annunciata
volontà di assegnare più risorse ai circuiti tradizionali al fine di sostenere il settore della danza. È
innegabile che i circuiti tradizionali siano parte del problema della scena coreografica nazionale,
perché se è vero che acquistano gli spettacoli degli artisti, è pure vero che molto spesso li dirottano
in teatri mezzi vuoti o comunque non fanno quasi mai un vero lavoro di promozione sui pubblici
locali. Se questa è la cura per la danza italiana, temiamo che il malato continuerà a soffrire…
Inoltre in questo disegno gli stessi circuiti dovrebbero gestire la messa a punto delle Residenze.
Bisogna affermarlo con chiarezza: tranne l’interessante caso pugliese – più unico che raro – le
Residenze non hanno nulla a che fare con i circuiti tradizionali; in alcuni casi sono state create dagli
stessi artisti, in altri casi sono create dai programmatori indipendenti. Ma i circuiti, che c’entrano!?
C’è infine una questione tutta politica, in base alla quale Agis/Federdanza non può più essere
considerato l’unico interlocutore del Ministero nella definizione dei nuovi Decreti. Non v’è dubbio
che, negli ultimi anni, Agis/Federdanza abbia attuato una forte operazione di rinnovamento, ma ciò
non toglie che rappresenti solo una parte della scena italiana, e che molte delle strutture del
contemporaneo si siano date forme di rappresentanza nuove, trasparenti e che hanno prodotto
piattaforme almeno altrettanto avanzate. Possiamo sperare che il Ministero tenga conto anche di
questi soggetti e non limiti la propria azione di rinnovamento alla consueta trattativa con il solo
Agis? Se davvero vogliamo dare dinamismo al sistema della danza italiana – e la stessa cosa vale
per il teatro – dobbiamo essere in molti a concorrere a questo cambiamento, anche attraverso il
coinvolgimento di nuove forme di rappresentanza.
Il contesto della danza italiana è mutato profondamente negli ultimi anni e i nuovi linguaggi del
contemporaneo devono acquisire maggiore centralità. Dobbiamo lanciare azioni vere sul
rinnovamento generazionale e artistico e investire realmente nella ricerca.
CReSCo - Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea
www.progettocresco.it


Cristiana

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